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Gabriel Garcia Marquez, L'amore ai tempi
del colera, Mondadori
Per cinquantatre' anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese, con
incrollabile pazienza, Fiorentino Aziza preserva dall'effetto ossidante del
tempo il suo amore per Fermina Daza, la piu' bella ragazza della Colombia.
Questo profondo sentimento, benche' ostruito fin da principio dalla volonta' del
padre di lei e logorato dalla successiva presenza ingombrante ed inaccettabile
di un matrimonio contratto dalla giovane con il noto dignitario dottor Juvenal
Urbino, sopravvive nella consapevolezza che Fermina sia la donna della sua vita.
Quando si ritroveranno, cinquantanni dopo il loro primo incontro, il giovane
poeta smunto e pallido ha evoluto la propria posizione sociale divenendo da
semplice telegrafista a titolare della Compagnia Fluviale del Caribe; mentre la
ragazza e' ormai un'anziana vedova che ha trascorso tutta la vita aderendo
teneramente al ruolo di moglie devota e madre premurosa.
Il dispiegarsi di questa
affascinante epopea consente a Gabriel Garcia Marquez di rivelarsi insuperabile
interprete delle contraddizioni dell'assolato mondo del Caribe, disegnando con
maestria l'affresco di una terra incantevole, ma fragile teatro di guerre
logoranti e di malattie endemiche. Un tassello di storia rievocato attraverso
l'atmosfera agrodolce di un ambiente popolato da una variegata coralita' di
personaggi. Un paesaggio sensuale, estremo e pittoresco di cui il premio Nobel
colombiano riesce a trasmetterci l'intensita' dei colori, degli odori e dei sapori con
un'impeccabile limpidezza di scrittura. Suggestivo e fatale come in tutti i suoi
libri Garcia Marquez, conosciuto ormai con lo pseudonimo di Gabo, costruisce,
con il consueto tratto denso e descrittivo della sua scrittura, una porta verso
un mondo magico fatto di fiaba e di colore. Il suo e' un racconto che, facendo
leva sulla poesia di questa infinita storia d'amore, invoca la
necessita' di ricercare ostinatamente
una dimensione di vita autentica. In un mondo in cui tutto e' in vendita questo
libro ci ricorda infatti che l'amore e' al contrario una conquista che reca con
se' il retrogusto amaro della rinuncia e dell'infelicita', che noi vorremmo
respingere dalle nostre vite poiche' ci ricordano la miseria di quanto
facciamo.
di Giampaolo Grattarola
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